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Storia

ORIGINE DEL NOME

Sull'origine del nome di Grottaferrata, diverse sono le ipotesi avanzate dagli studiosi.

Alcuni vogliono che il nome derivi dalla romana ''cripta ferrata'' che costituì il primitivo oratorio dei monaci, prima della costruzione della chiesa.

Altri fanno riferimento al ''criptoportico'' dell'antica villa romana su cui sorge l'abbazia, sito al di sopra delle antiche ferriere. Altri ancora sostengono che il sito fosse sede di stanziamento di un'imprecisata ''Legio Ferrata''.

LA STORIA

I PRIMI INSEDIAMENTI

I primi insediamenti protostorici sui Colli Albani, risalgono all'Età del Bronzo Finale, alcuni secoli prima della leggendaria fondazione di Roma, intorno all'anno 1000 a.C..

Detti insediamenti sono testimoniati da numerosi sepolcreti a incinerazione. Alcuni di questi, tra i più importanti per quantità e qualità dei reperti, furono rinvenuti nel territorio di Grottaferrata, nelle località di:

• Vigna Giusti, nella parte alta dell' attuale Via del Fico;

• Villa Cavalletti, nei pressi dell' originaria costruzione cinquecentesca;

• Boschetto , attuale Poggio Tulliano.

Altri ne furono individuati nei territori di Marino e Castel Gandolfo, nell'area in cui sarebbe sorta la mitica città di Albalonga.

Si tratta di popolazioni del ceppo indoeuropeo, ramo Latino - Falisco.

In questo periodo il predominio sulla lega latina fu esercitato da Albalonga, anche se non dovettero mancare forti influenze etrusche, almeno sul versante Tuscolano dei colli Albani.

Dopo la fase d'influenza etrusca - per tutto il sec. V a.C. - i Colli Albani furono teatro di frequenti, sanguinose contese tra Romani e Tuscolani contro Equi e Volsci.

EPOCA ROMANA

Nel 338 a.C. Roma sciolse la lega latina, assimilando nel proprio patriziato le famiglie tuscolane dei Quinzi, dei Fonteii, dei Sulpici, dei Fulvi, dei Catoni.

Il tracciato della Via Latina, sostanzialmente identico a quello della moderna Via Anagnina - Tuscolana, che attraversa tutta Grottaferrata, costituisce uno dei principali elementi di definizione territoriale del Comune e ne ha caratterizzato lo sviluppo urbanistico in ogni epoca.

Sempre in epoca romana, fu l'insediamento di numerose ville suburbane del patriziato romano che, alla funzione residenziale, univano quella di vere e proprie aziende agricole, popolate da artigiani e contadini. A testimonianza di questo periodo, i resti archeologici ancora in evidenza nel territorio e i molti perduti, di cui si ha notizia in letteratura.

Tra questi ricorderemo:

• I resti, a volte grandiosi, delle sostrutture delle antiche ville.

• Le imponenti opere di regimentazione e accumulo delle acque, di cui è così ricco il territorio Tuscolano, (la ricchezza di acque fu ampiamente sfruttata dai Romani, Agrippa ad esempio, fece costruire un acquedotto che, partendo poco a monte di Squarciarelli, portava a Roma l'acqua che fu detta ''Giulia'', in onore della famiglia imperiale).

• I numerosi sepolcri a ridosso degli antichi tracciati stradali.

• Le Catacombe ''Ad Decimum '', situate al decimo miglio della Via Latina, che testimoniano la permanenza nel territorio di una relativamente numerosa comunità ancora nel V Secolo d.C..

TARDO ANTICO E MEDIOEVO

Con il tracollo della potenza romana e a seguito delle devastazioni di Goti e Bizantini del VI e VII sec. d.C., l'area del Tuscolano si spopola e, nella storia locale, si apre un vuoto conoscitivo di circa quattro secoli. È presumibile che in tale periodo l'organizzazione del territorio, sia stata basata su nuclei agricoli di gestione pontificia diretta.

Nell'alto medioevo l'elezione dei Papi viene tumultuosamente disputata dalle famiglie aristocratiche romane e, per alcuni secoli, si assiste al progressivo ampliamento delle prerogative nobiliari sui beni della Chiesa.

Il territorio di Grottaferrata, in questo periodo, è tra i possedimenti della famiglia dei Conti di Tuscolo, questa potente famiglia, che ha il suo punto forte nella rocca di Tuscolo, dominerà la vita politica romana per oltre due secoli e annovererà tra i suoi membri numerosi Pontefici.

Alla fine del X secolo d.C., Nicola Malèna, (Rossano Calabro, 910 - Grottaferrata, 1004), egumeno di uno dei monasteri calabresi con il nome di Nilo - seguito dai suoi monaci - si muove verso settentrione, alla ricerca di migliori condizioni di sicurezza dato che i Saraceni incrementano la loro pressione sulle coste dell'Italia meridionale; incontra l'imperatore Ottone III di Sassonia, che rimane fortemente impressionato dal carisma dell'anziano monaco, pertanto, il giovanissimo imperatore invita Nilo a salire a Roma.

Gregorio I, potente Conte di Tuscolo, accogliendo i desideri del Papa e dell'Imperatore, dona a Nilo un vasto territorio, circostante il sito in cui sorgerà l'abbazia di Grottaferrata. Appena iniziati i lavori di costruzione della chiesa dell'abbazia, nel 1004, Nilo muore vecchissimo e già venerato come santo.

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