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Abbazia Greca di San Nilo

L'abbazia cattolica di rito bizantino-greco di Santa Maria di Grottaferrata è tuttora retta dai monaci basiliani. Sorge sui resti di una grande villa romana, attribuita nei secoli a quasi tutti gli antichi capitolini e forse appartenuta alla famiglia degli Acilii, sebbene non manchino autorevoli contestazioni alla suddetta attribuzione.

Testimonianza della presenza dell'antica villa è il criptoportico: è una costruzione a due navate separate da un muro ad archi. Su questo impianto poggia la parte di Sud-Ovest del monastero, una piccola chiesetta dalle mura molto antiche, posizionata ad una quota inferiore rispetto al terreno circostante, tanto da presentarsi come una grotta.

A seguito di numerose occupazioni, compiute da eserciti imperiali in marcia verso Roma per far guerra al Papa, il cardinale della Rovere decise nel 1480 di realizzare una fortificazione che racchiudesse al suo interno l'abbazia.

L'alta cinta muraria, circondata su tre lati da un largo e profondo fossato e protetta naturalmente dalla valle nel quarto lato, venne arricchita da quattro torri innalzate agli angoli.

Il cardinale della Rovere provvide a far costruire anche il palazzo abbaziale dotato di un portico con capitelli rinascimentali, opera del Sangallo.

La facciata della Basilica di Santa Maria di Grottaferrata è stata ripristinata nelle forme originarie, con il rosone e le finestre in marmo traforato, gli archetti ciechi in stile gotico e le cornici in laterizio, che proseguono la decorazione dei fianchi. La porta è detta speciosa per la ricca decorazione degli stipiti. In stile romani con influssi bizantini, presenta le ante in legno scolpito. Il mosaico sovrastante in stile bizantino del XI secolo, rappresenta la ''Dèisis'', cioè l'intercessione di Gesù seduto su un trono.

L'interno della chiesa, originariamente in stile romantico, è stato trasformato nel 1754 con un rivestimento di stucco in stile barocco che ha ricoperto gli affreschi alle pareti e le colonne trasformate in pilastri.

Agli inizi del ‘700 fu realizzato l'attuale convento che ospita la comunità monastica e la biblioteca dell'abbazia, che in passato ha avuto una grandissima importanza per i manoscritti e per gli incunaboli dei secoli dal X al XV che vi erano custoditi.

Unici per la loro importanza sono i codici musicali, che formano la collezione più ricca che si conosca e che va dal IX al XVIII secolo. Nell'abbazia ha sede anche un'importante ''Schola Melurgica'' che mantiene viva la memoria della musica liturgica bizantina. Attualmente nel cosiddetto Palazzo del Commendario sono ospitati al pianterreno il museo locale, l'archivio storico nel mezzanino e all'ultimo piano la biblioteca.

È nella parte più alta e sicura del palazzo, ossia nella torre, che sono custoditi i codici.

All'interno dell'Abbazia non ci sono però soltanto i monaci: da sempre centro di diffusione e produzione culturale (i monaci erano - e sono - valenti miniatori, incisori e _Scriptores), oggi presso la Scuola d'Arte istituita all'interno dell'Abbazia di Grottaferrata è possibile partecipare a corsi di iconografia, miniatura, calcografia ed incisione.

Il complesso abbaziale comprende anche una ricchissima biblioteca (palinsesti, manoscritti su pergamena, incunaboli e cinquecentine oltre a più di 50.000 libri stampati) la sede del Laboratorio di restauro del libro antico (gestito dal Ministero per i Beni Artistici, Culturali e turistici, qui è stato restaurato il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e i tanti volumi antichi danneggiati dalla piena dell'Arno del 1966) ed un interessante

Museo Archeologico.

Orario visite: SAB. e DOM. h 17:00

Prenotazioni: 3409619736 - Info@gruppoarcheologicolatino.org

MUSEO ABBAZIA

Tutti i venerdì 10:00 - 18:00 - Ore 16:00 visita a cura dei Soci GAL

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